Salve, io sono Viviana Germano e vorrei spiegarvi come sono arrivata all'idea di avviare un'azienda agricola.
Tutto è partito dalla passione per la cucina ed il cibo che ho da sempre, tuttavia, solo dal 2008 ho iniziato ad avvicinarmi al mondo della ristorazione in modo più professionale avviando, nel tempo libero, un servizio di chef a domicilio, denominato "i viaggi del cucchiaio".

 Mi sembrava un passaggio graduale tra il cucinare per i propri amici o per i gruppi di turisti ospitati dalla cantina di famiglia e l'aprire un ristorante. Con l'attività di chef a domicilio si interagisce con una clientela esigente e ci si mette alla prova cambiando ad ogni servizio la cucina, trovandosi di volta in volta ad affrontare e risolvere problematiche impreviste. L'aver affrontato con successo queste prove mi ha dato fiducia nella possibilità di intraprendere una vera e propria attività ristorativa.

L'idea di chiudere l'attività di grafica (ho lavorato 15 anni come grafica freelancer con la mia ditta individuale Zoidesign) per dedicarmi completamente al mondo della ristorazione, deriva da un'analisi del panorama economico in cui ci troviamo e da esigenze personali, riflette sia un mio percorso che un sentire più globalizzato: un desiderio di ritorno alle origini, un cercare una vita più semplice e sostenibile, una riabilitazione dei lavori manuali e legati al diretto sostentamento di sé.
Cercando perciò uno stile di vita meno intellettuale e più legato alla concretezza, ho sentito sempre più forte il desiderio di produrre qualcosa fisicamente con le mie mani, di dare sfogo ad una certa creatività che mi caratterizza da sempre, in modo più tangibile rispetto ai progetti, seppur creativi, di grafica o web-design. Chiunque abbia letto "Donne che Corrono coi Lupi" saprà cosa intendo con "mettere le mani nella terra".

Avendo la passione per la cucina non posso fare a meno di domandarmi: so davvero cosa mangio? Cosa preparo per le persone che si rivolgono a me? Cosa posso fare per essere sicura di alimentarmi in modo corretto e soprattutto sano? La risposta l'ho trovata nell'autogestione, nella filiera corta, nelle tecniche alternative di coltivazione ed allevamento.

Ovviamente avvicinarsi a queste tematiche non può prescindere dal diventare sempre più sensibili rispetto all'ambiente che ci circonda, al rispetto del territorio e al contribuire, nel proprio piccolo, ad un cambiamento più grande, è così che, nel 2011 ho deciso di frequentare un corso di Orto Sinergico presso "l'ecovillaggio Torri Superiore" ad Imperia. Il corso mi è stato molto utile e mi ha aperto un mondo: davvero molte persone sono attente a ciò che mangiano, a mantenere uno stile di vita sostenibile e sano. Così ho iniziato alcuni esperimenti di coltivazione in permacultura e agricoltura sinergica.

Il mio obiettivo è passato quindi dal cucinare cibi più gustosi possibile a cucinare cibi più sani e gustosi possibile. Vedendo inoltre, soprattutto sul web, che le persone tendono un pò a dividersi tra "eco-fondamentalisti vegani" e "mangiatori-orgogliosi di schifezze" e avendo avuto come insegnamento dall'antica e saggia cultura greca "la verità sta nel giusto mezzo", la mia attenzione si è focalizzata sull'utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per portare una sana e gustosa alimentazione a chi non ha tempo, voglia o ama i piatti tradizionali così tanto da non aver mai avuto occasione di avvicinarsi a cibi più sani.

Così il progetto "i Viaggi del Cucchiaio" nel 2014 si è poi trasformato in associazione di promozione sociale, nel cui statuto, l'articolo 3 recita: " L'Associazione opera per promuovere: a) lo sviluppo, la promozione, e la diffusione della cultura per una sana alimentazione in tutte le forme e manifestazioni, nel territorio italiano ed internazionale; b) attività didattiche per l'introduzione, l’aggiornamento e il perfezionamento di pratiche e tecniche atte alla fruizione di una più sana alimentazione, la conoscenza dei prodotti tipici locali e della preferenza per una spesa a Km 0, nonché organizzare corsi di istruzione tecnica, di scelta e preparazione degli alimenti; contribuire alla crescita culturale e civile dei propri soci/e e della comunità locale attraverso l'apprendimento di pratiche di coltivazione ed allevamento sostenibile e la conoscenza e rivalutazione di tradizioni rurali antiche."

L'idea imprenditoriale così ha preso una forma un pò diversa da quella iniziale, il desiderio di aprire un ristorante di cucina tradizionale si è trasformato nella volontà di avviare un'azienda agricola che coltiva utilizzando metodologie alternative e sostenibili e che trasforma i propri prodotti per dare ai clienti la possibilità di mangiare sano, tradizionale e gustoso, senza allontanarsi troppo dalle ricette classiche, ma sicuramente aggiungendo più frutta e verdura nel menu.
Il mio background in comunicazione alla fine può dare una marcia in più all'attività, garantendo un approccio "marketing oriented" e lo sviluppo di politiche di controllo e analisi dei risultati per creare procedure vincenti. Non mi dispiacerebbe poter collaborare con istituti e laboratori di ricerca universitari per far sì che questo progetto possa contribuire in modo significativo alla raccolta ufficiale di dati scientifici sulla coltivazione sinergica e l'allevamento semibrado (le mie galline volanti) perciò chiunque fosse interessato a collaborare sotto questo aspetto è più che benvenuto.
Oltre a tutto ciò la mia famiglia è nel campo dell'enologia da generazioni, con la produzione di vini di qualità, mi sembra quindi naturale "rientrare" in questo ambito agricolo dopo 15 anni di esperienza nella grafica in modo da utilizzare il mio bagaglio culturale per comunicare al meglio la mia esperienza e la filosofia che la sostiene.

Vi ringrazio quindi e vi auguro una piacevole lettura delle avventure che sicuramente mi porterà il progetto del Bosco delle galline volanti.