impressioni fiera marrone

Questa è stata la domanda che abbiamo rivolto ai tanti bambini che si sono avvicinati al nostro laboratorio didattico sull’orto nel padiglione sito in piazza Virginio domenica 21 ottobre, in occasione della Fiera Nazionale del Marrone di Cuneo.

La Coldiretti Cuneo ha fatto proprio un bel lavoro: sotto il nostro padiglione, ci si poteva avventurare nel mondo del pane, del miele, del formaggio, delle saponette, delle essenze profumate e dell’orto. Immaginate l’entusiasmo dei bambini nel vedere tutte queste cose: non appena entravano, annunciavano al genitore, strillando all’impazzata, il primo laboratorio da svolgere e senza preavviso si fiondavano in quella direzione, mentre gli adulti non sapevano da che parte cominciare. Devo dire che c’è stato molto fermento: quanti bimbi abbiamo conosciuto! E gli abbiamo spiegato come si trapianta un piccolo piantino di insalata valeriana o lattuga o spinacio. Abbiamo notato che alcuni di loro avevano già fatto pratica in un orto, dato che senza paura scavavano nel terreno per fare un bel buco per poi inserirci la piantina, poi con un movimento deciso spingevano ancora più giù il piccolo ortaggio e poi delicatamente avvicinavano il terriccio, pian piano, per farlo stare più stabile e dritto possibile. Chiedendogli se avessero l’orto a casa, in effetti molti ce lo hanno confermato, altri invece ci hanno rivelato di “averlo dai nonni” (e quanti! Io stessa rientro in questa categoria), i custodi di questo mondo contadino che sta per fortuna ritornando. Poi ci sono stati bambini che non avevano mai avuto a che fare con un orto, ma ne erano incuriositi: in questo caso gli abbiamo dato informazioni più approfondite in merito ad ogni piantino e li abbiamo seguiti passo passo. Qualcuno era timido (ma che teneri!), altri invece erano un po’ impauriti dalla terra, poiché gli avrebbe sporcato le mani con tanto di sgridata di mamma o papà. Tant’è che tenevano il piantino per le foglie e non da sotto, poi qualcuno non scavava nemmeno e altri ancora addirittura lanciavano il povero piantino direttamente sul terreno! Noi però li abbiamo assistiti e incitati, li abbiamo visti con tanta volontà di scoprire, ci chiedevano: “Posso?” e noi, nonostante leggessimo negli occhi di qualche mamma un po’ di difficoltà con il contatto con la terra, abbiamo risposto: “Ma certo!” e li abbiamo accompagnati in questa attività, spiegandogli tutto quanto. Gli abbiamo anche fatto sentire il profumo caratteristico del timo, della lavanda, del rosmarino, e per qualcuno è stata una nuova scoperta, un bimbo ha chiuso i suoi occhietti per sentire meglio questo nuovo odore, poi riaprendoli, ha sorriso, contento… è proprio vero che ogni nuova scoperta rende felici i bambini! E questa felicità è così contagiosa verso noi adulti che al termine di questa giornata mi sentivo radiosa.

Mi è stata impressa una bambina, si chiama Allegra, sui 7 anni, che continuava a piantare e ripiantare le piantine senza sosta, con il nonno seduto su una panchina che la guardava teneramente, e noi che pensavamo allo spazio da recuperare mentre lei ne occupava altro terminando un’intera cassettina! Con la sua vocina, rivolgendosi a me, mi ha detto: “Mi piace tanto piantare le piantine!”. Dobbiamo tenerla d’occhio, chissà se un giorno potremo chiederle di venire a lavorare nel nostro orto sinergico!