In questo periodo dell’anno ti giri un secondo e le erbacce prendono il sopravvento. Nei miei esperimenti sto cercando di capire il funzionamento delle varie tecniche e stili. La cosa che trovo più utile è visitare i vari orti più o meno sperimentali che ci sono in giro. In modo da capire differenze abbastanza fondamentali tra orti produttivi e orti dimostrativi, orti per la sopravvivenza, per la vendita e per divertimento.


C’è una bella differenza… prendiamo per esempio l’utilizzo della pacciamatura. Questa ha sicuramente moltissimi vantaggi: in primis il mantenimento di umidità, ovvero il risparmio idrico, poi aiuta a mantenere un certo controllo sulle infestanti, cede sostanza organica al terreno mantenendolo sempre coperto come accade in natura. PERO’… iniziano i problemi quando devo seminare. Un bel dire che tolgo la pacciamatura in primavera per far scaldare il terreno, ok si posso farlo, ma poi? Se non la rimetto su dopo aver seminato mi si secca tutto e se la metto su invece rischio che mi faccia filare le piantine se ce n’è troppa.
A questo punto forse bisognerebbe considerare pacciamature diverse a seconda del periodo dell’anno.
Magari lo sfalcio secco di un prato o delle stesse infestanti ridotto un po’ in dimensioni e distribuito leggero sul letto di semina è meno coprente della paglia e lascia crescere meglio le piantine.
Le foglie autunnali le consiglierei appunto in autunno, perché quelle, nonostante siano forse tra le migliori come rilascio di sostanza organica equilibrata, fanno proprio uno strato coprente che non lascia uscire nulla, meglio perciò metterle a marcire durante tutto l’inverno e magari solo sui bancali destinati al riposo.
A questo punto mi chiedo se non è meglio dedicare la pacciamatura ai bancali in cui metterò solo piantini e non seminerò, il piantino già esce dalla paglia e non ha problemi, oppure seminerò piante abbastanza coriacee come piselli, fave, fagiolini, cipolle che si fanno strada tra la paglia senza troppi problemi. Quindi tengo coperti i bancali per le semine con una pacciamatura che avrò ridotto finemente e che lascio marcire dall’autunno fino alla primavera e che quindi mi sarà diventata quasi come compost ma nel frattempo come faccio con le infestanti? Uno potrei usare la tecnica dell’occultamento, ovvero teloni messi sulla terra durante l’inverno, con il lato nero rivolto verso l’alto per catturare calore e mantenere attiva la vita dei microorganismi al di sotto. Oppure copro con fitta paglia che toglierò poi in primavera inoltrata, oppure ancora di tanto in tanto passo con un raschietto o con il pirodiserbo prima della semina.
Continueremo a provare e vi faremo sapere.